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Anche i robot vengono licenziati

25 gennaio 2018

C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti. Così diceva Henry Ford e i fatti di questi giorni ce lo confermano.

Mentre in molti temono che i robot possano diventare ladri di lavoro, il primo licenziamento in tronco ha colpito proprio uno di loro: è accaduto in Gran Bretagna, in Scozia, dove il robot Fabio era stato impiegato in un supermercato di Edimburgo per accogliere i clienti gentilmente e rispondere alle loro richieste.

“Dove posso trovare la birra?”, gli domandavano, ma la risposta di Fabio lasciava un po’ spiazzati: “nel reparto alcolici”. La sua carriera ha quindi cominciato un rapido declino, come riferisce il quotidiano britannico The Telegraph. Il primo passo è stato un demansionamento: il nuovo incarico di Fabio era invitare i clienti ad assaggiare dei cibi, ma non ha retto il confronto con i colleghi umani. Mentre questi ultimi riuscivano ad attirare circa 12 clienti in 15 minuti, Fabio non riusciva che ad attirarne due.

“Sfortunatamente le prestazioni di Fabio non erano quelle attese”, hanno detto al quotidiano i proprietari del supermercato. “Le persone lo evitavano”. Non è accaduto lo stesso per i colleghi di lavoro, alcuni dei quali hanno pianto per il licenziamento di Fabio. Una reazione che ha sorpreso lo stesso laboratorio della Heriot-Watt University di Edimburgo, che aveva programmato il robot. I ricercatori precisano però che per Fabio non c’è stato alcuni licenziamento: era stato soltanto un esperimento della durata di due settimane

“L’episodio dimostra come sia sempre più necessario programmare i robot sulla base delle esigenze dell’ambiente e delle persone del suo luogo di lavoro”, ha osservato l’esperto di Robotica sociale Filippo Cavallo, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. “Si tratta – ha aggiunto – di programmare i robot in modo da ottimizzarne le prestazioni e prolungarne l’uso”.

(fonte: www.ansa.it)

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