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Quando la lucidatura è un arma

23 febbraio 2017

Uno specchio ustore ( o ustorio) può essere realizzato con una superficie lucidata a specchio, con la forma di un paraboloide di rotazione. Si narra che perfino Archimede avesse affrontato l’argomento nel suo trattato perduto di Catottrica. Una batteria di specchi ustori di dice vennero usati durante la seconda guerra punica dai Siracusani durante l’assedio portato dai Romani a danno della città di Siracusa nel 212 a.C. Dall’alto di una montagna gli specchi concentravano i raggi solari direzionandoli direttamente contro le imbarcazioni nemiche, accecandone l’equipaggio e addirittura incendiando le navi stesse. Questa sì che è una lucidatura che lascia il segno!

Nel corso della storia, molti scienziati si sono interessati agli antichi specchi ustori. Secondo recenti ritrovamenti in Svezia il popolo dei vichinghi possedeva delle lenti per concentrare i raggi solari. Leonardo, ad esempio, cercò, invano, di utilizzare specchi per fondere il bronzo di alcune statue commissionategli. Ma prima di lui Giovanni da Fontana lasciò testimonianze sull’argomento. Anche Galileo ne accennò. Bonaventura Cavalieri intitolò Lo specchio ustorio il suo trattatello sulle coniche, nel quale propose una sua ricostruzione dell’ordigno di Archimede, che avrebbe usato due specchi parabolici. Nel Settecento Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon, tentò di ripetere l’esperienza degli specchi ustori costruendo un modello composto da 148 specchi piani costituenti approssimativamente un paraboloide. La struttura era dotata di leverismi in grado di spostare il fuoco adattandolo alla posizione assunta dal bersaglio. L’esperienza di Buffon ebbe il risultato di concentrare la luce del sole sino a fondere del piombo e dello stagno, ma non dimostrò né replicò l’evento “storico” delle navi incendiate. Nel 1796, durante la Rivoluzione francese, Étienne-Gaspard Robert propose l’uso degli specchi ustori contro le navi della Marina britannica, ma la proposta non fu approvata. Nel 1972 l’ingegnere Mario Pincherle ha proposto e interpretato una riproduzione degli specchi ustori riproducendone il funzionamento. Secondo Pincherle la macchina ustoria era composta da migliaia di piccoli specchi che i Siracusani potevano orientare verso le navi nemiche. Nel 2006 è stata ripetuta l’esperienza dal prof. David Wallace del MIT, nel corso di una trasmissione televisiva, anche questa volta senza successo. Con l’aiuto di 127 specchi da 30 cm egli ha cercato di ripetere l’esperienza di Archimede concentrando l’energia solare su una barca di legno lunga 30 metri, riuscendo solo a creare una piccola fiammaNel 2010, durante la trasmissione televisiva Miti da sfatare (Mythbusters), è stata ricostruita l’esperienza su espressa richiesta del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Nonostante siano stati usati 500 specchi (sia di bronzo lucidato che moderni di vetro), si è registrato un incremento di appena un centinaio di gradi, molto distante dalla temperatura di autocombustione della stoffa. Nonostante ciò è stato chiaro come l’esperienza sia estremamente fastidiosa per eventuali soldati a bordo delle navi. È possibile che fosse stato questo un elemento vincente della strategia di Archimede, più che una vera e propria arma in grado di bruciare gli scafi

(Fonte: Wikipedia)

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